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INSTABILITA’ GRAVE DI SPALLA (CON LUSSAZIONE VOLONTARIA)


Ragazzo di 17 anni, è sofferente di una grave instabilità di spalla anche auto indotta, volutamente attua il movimento classico per lussarsi, riferisce il paziente che durante il giorno mediamente si lussa 10 volte e l’atto lussativo non reca nessun dolore o fastidio.

 

 

Si Sottopone a diverse visite Specialistiche Ortopediche tra cui un noto Chirurgo della Spalla che gli consiglia di effettuare della Riabilitazione in acqua per poi passare in quella a secco (i casi di lussazione volontaria hanno uno scarso risultato perché i pazienti una volta operati continuano a provare a lussarsi andando a stressare le neo-strutture di contenzione rendendo vano l’operato del Chirurgo). Si rivolge al Tricenter ed utilizzando la Functional out come (ovvero Protocolli Riabilitativi veloci basati sui criteri) dove si accelera con la Riabilitazione la dove ci sono le condizioni e si rallenta la dove vengono meno. Inizia l’Idrochinesi con programma di stabilizzazione progressivo associando al lavoro fisico quello Psicologico per evitare la lussazione volontaria.

 

 

Dopo 10 trattamenti di Idrochinesi i casi di lussazioni è stato solamente uno e a dire del paziente non volontario. Inizia trattamento in Palestra Riabilitativa.

 

 

Nei 10 trattamenti in palestra si è lavorato per proteggere la spalla quando è sottoposta a stress, potenziarla sia nei muscoli instrinseci che estrinseci e soprattutto migliorare il controllo, indirizzarla fin dove il movimento è fisiologico e dove diventa patologico.

I video e le foto mostrano solo alcuni esercizi svolti nel 10° trattamento.

 

Come si nota è aumentata la massa muscolare e le scapole alate sono scomparse.

 

Questi esercizi mostrano la stabilità, la forza, la coordinazione che ha raggiunto il paziente anche li dove lo sforzo risulta essere massimale senza nessuna tendenza della spalla a cedere o peggio a sub lussarsi. Tutto questo è stato possibile grazie ad un lavoro progressivo globale sia fisico che cognitivo, utilizzando la metodica Functional Outcome, dove il lavoro propriocettivo ovvero il controllo assume un’importanza prioritaria perché la potenza senza controllo è inutile.